L'Associazione "San Felice più felice" è nata nel 2008 e da allora è attiva a San Felice del Benaco, sulla costa bresciana del lago di Garda.I principali obiettivi dell'Associazione si collocano tra la tutela ambientale del territorio comunale, della Valtenesi e del Lago di Garda, la diffusione di una nuova cultura di responsabilità e sobrietà nei comportamenti e negli stili di vita, l'incentivazione della partecipazione dei cittadini alla vita collettiva.L'Associazione vuole contribuire allo sviluppo di una coscienza civica e di un'etica ambientale, sia attraverso l'indicazione di una prospettiva culturale che con iniziative sul territorio, nelle piazze, nella vita di tutti i giorni.


Come nasce “San Felice più felice”

Durante il 2007 si è sviluppata a San Felice un’iniziativa denominata “Cambieresti? San Felice più felice” ispirata da un  progetto ideato dal Comune di Venezia e finanziato dal Ministero dell’Ambiente.

Cambieresti (che è acronimo di Consumi, AMBIEnte, Risparmio Energetico, STIli di vita) ha promosso stili di vita virtuosi, invitando i cittadini a modificare i comportamenti quotidiani sui temi del risparmio energetico e idrico, della gestione dei rifiuti, di una mobilità e di un consumo più ragionati e sostenibili. Sullo sfondo la ricerca di una migliore qualità e “felicità” della vita sia dal punto di vista sociale con una maggior partecipazione al bene comune, che dal punto di vista ambientale con il “risparmio” del bene massimo di San Felice e cioè il suo territorio, che dal punto di vista economico con una razionalizzazione dell’uso delle risorse e della gestione dei servizi di pubblica utilità.

L’iniziativa si è avvalsa dell’impegno di numerosi cittadini che, al termine del progetto, hanno manifestato la volontà di proseguire il percorso iniziato. Chi ha collaborato a “Cambieresti?”, ognuno con personali sensibilità e motivazioni, ha contribuito alla proposta di iniziative che chiedevano, per essere attuate, coordinamento e organizzazione. Da qui la scelta di razionalizzare e motivare il nostro impegno associandoci sulla base di obiettivi condivisi, stabilendo dei criteri, delle responsabilità, dei tempi per il lavoro comune e costituendo  un’entità più strutturata che possa diventare interlocutore credibile per chi (istituzioni, associazioni, operatori, privati cittadini) è interessato al futuro di San Felice e del lago di Garda.

Un duplice obiettivo

“San Felice più felice” si è costituita con il duplice obiettivo di indicare una prospettiva culturale e di tradurla in iniziative concrete e tangibili sul territorio, nelle piazze, nella vita di tutti i giorni.

La prospettiva è quella di una nuova cultura ed etica dell’ambiente che si fondi sul riconoscimento dei diritti della natura e della vita umana e che, avendo preso coscienza della finitezza delle risorse del pianeta, immagini una nuova responsabilità nei comportamenti e stili di vita individuali e collettivi.

Già negli anni Settanta il Club di Roma, un gruppo internazionale di personalità del mondo scientifico ed economico riunite attorno alla mente illuminata di Aurelio Peccei, commissionò al M.I.T. (Massachusets Institute of Technology) una ricerca su “i limiti dello sviluppo”, i limiti fisici relativi alla moltiplicazione del genere umano e alle sue attività materiali sul nostro pianeta. Allora questi temi restavano confinati in ambito scientifico e non facevano breccia nell’opinione pubblica e tra chi aveva responsabilità di governo.

Da allora sono passati più di trent’anni. Negli anni Ottanta prese forma il concetto di sostenibilità, proprio a partire dal riconoscimento della fragilità e scarsità del capitale naturale. Nei decenni successivi le politiche per la sostenibilità si aprirono in una visione più ampia e  inclusiva, oltre che dei fattori ambientali, anche di fattori economici e sociali sui quali fondare la proposta di un nuovo modello di sviluppo qualitativo.

Delle conseguenze di una crescita incontrollata, del rischio global warming, delle azioni e dei rimedi possibili, oggi i media parlano e scrivono ogni giorno. Un quasi presidente degli Stati Uniti ne ha fatto il centro del suo impegno e un film/documentario che è stato visto da milioni di uomini e donne in tutto il mondo. La necessità di un cambiamento della visione del rapporto tra attività economiche e mondo naturale è ormai consapevolezza diffusa e sta sia pur faticosamente diventando un tema centrale del dibattito politico.

Persino il pil (prodotto interno lordo) parametro principe della misura della ricchezza di una nazione, è oggi sotto accusa perché incapace di evidenziare aspetti insostenibili della crescita e di metterli a bilancio come perdita per il capitale naturale e per la qualità della vita dei cittadini.

Ciò che ancora adesso ci sembra continui ad essere un passaggio difficile, è il trasferirsi di questi temi nella vita quotidiana e individuale, nei gesti di ognuno, nelle abitudini familiari, nella gestione delle attività economiche. Giocano un ruolo negativo l’abitudine alla delega della responsabilità, l’idea qualunquista che “tanto non cambia niente”, un pessimismo spesso giustificato ma che qualche volta è un alibi per non provare mai a mettere in discussione abitudini oggi non più compatibili.

“San Felice più felice” nasce quindi innanzitutto per sensibilizzare a comportamenti più rispettosi  i cittadini e le famiglie e per stimolare risposte nuove da parte degli operatori economici e degli amministratori pubblici alle necessità della vita collettiva.
Tutto ciò con proposte mirate e concrete, che invitino ognuno di noi per lo meno a riflettere, magari a impegnarsi per un obiettivo.

Costituire un’associazione che si occupi della crescita di una coscienza civica e di un’etica ambientale, partecipare ai gruppi di lavoro che si stanno formando o anche soltanto sostenerla con una tessera di iscrizione (e quindi collegarsi ad essa e ricevere periodica informazione sulle attività), significa anche provare a cambiare insieme perché da soli è più difficile.

Il nome stesso dell’associazione - “San Felice più felice” - allude a una cittadinanza più felice come risultato dell’essere più partecipe, più responsabile, più vitale e solidale, più consapevole e, in definitiva, più orgogliosa di sé. Una comunità che si assuma maggiormente la responsabilità del suo futuro non delegandola soltanto agli amministratori pubblici è una comunità che si impegna per la qualità della sua vita e, si potrebbe anche dire, per la sua felicità.

Tre concetti sono richiamati nel nome dell’associazione: sostenibilità, comunità e territorio.

L’idea stessa della sostenibilità - il fatto cioè che la soddisfazione delle nostre necessità non debba pregiudicare la stessa possibilità per le future generazioni - è un’idea che ci proietta sul lungo periodo, per durare e radicarsi.

La comunità e il territorio, insieme, costituiscono la ragione di vita dell’associazione, che vuol contribuire alla costruzione di una comunità e alla protezione di un territorio, inteso non solo come luogo fisico ma anche sociale.

Ovunque nel mondo vi sono persone impegnate a tutti i livelli a immaginare o realizzare un mondo responsabile e sostenibile. “San Felice più felice” vuole collocarsi in questa prospettiva culturale e dare il suo piccolo ma fondamentale contributo. 

Scopi dell’Associazione (art. 3 dello Statuto)

Finalità dell’associazione è promuovere, nel Comune di San Felice del Benaco e più in generale in Valtènesi e sul lago di Garda,

  • cultura e stili di vita rispettosi dell’ambiente e delle persone
  • risparmio delle risorse e loro migliore gestione
  • conoscenza e tutela del territorio
  • solidarietà, senso civico e partecipazione alla vita collettiva dei cittadini

Tale finalità è concretamente perseguita con varie iniziative come:

  • definizione di progetti operativi tematici
  • elaborazione di proposte culturali
  • iniziative di aggregazione
  • attività informative e formative rivolte ai cittadini e in particolare ai giovani
  • gni altra iniziativa idonea al conseguimento delle finalità indicate

Incompatibilità tra cariche associative e incarichi amministrativi pubblici

Nel Comitato Direttivo non possono essere eletti coloro che, al momento delle elezioni delle cariche, ricoprono incarichi amministrativi pubblici. Nel caso uno dei membri del Comitato Direttivo si candidi a ricoprire incarichi amministrativi pubblici, la sua carica decade automaticamente (dall’art. 10 dello statuto).

 

Socio