A seguito della grave epidemia di gastroenterite che ha colpito San Felice del Benaco e coinvolto oltre 2.000 persone, il 23 giugno 2009 a partire dalle 18 in Piazza Municipio davanti al Palazzo ex-Monte di Pietà l'Associazione San Felice più felice nel tentativo di organizzare la cittadinanza al fine di fare forza comune si è fatta promotrice di una raccolta firme per chiedere a gran voce a tutte le autorità e agli enti competenti (Sindaco, ASL, Garda Uno, ecc.) chiarezza e informazioni che non arrivavano.
In particolare è stato chiesto ai cittadini la sottoscrizione di una lettera destinata a Sindaco, ASL e Garda Uno, di cui qui sotto è possibile trovare un estratto:
A distanza di sette giorni dall'ordinanza del Sindaco che proibisce l'utilizzo dell'acqua dell'acquedotto di San Felice e di una ventina di giorni dal verificarsi dei primi casi di gastroenterite nel nostro Comune, cresce la sensazione che si sia lontani dall'individuazione della causa del problema e che non si stia facendo abbastanza per giungere rapidamente a una soluzione, garantendo chiarezza e completezza delle informazioni al riguardo.
... convinti di interpretare il sentire della cittadinanza, chiede al Sindaco e alle Autorità Competenti che:
- Venga chiarito, considerata la salute pubblica come una priorità assoluta, quale tipo di indagine diagnostica si stia conducendo sull'acqua (ricerca di batteri, virus o sostanze tossiche) e quale tipo di indagine epidemiologica sia in atto sulla popolazione. Chiede inoltre che ne vengano resi pubblici sollecitamente lo stato di avanzamento e le risultanze.
- Venga promossa una chiara informazione medica che illustri ai cittadini il problema e le sue cause, eventuali azioni curative o di profilassi a cui sottoporsi e se oltre ai disagi immediati siano da attendersi postumi più o meno gravi.
- Venga spiegato ai cittadini quanto sia accaduto e quanto si stia facendo per porvi rimedio, per individuare eventuali responsabilità e garantire che ciò non si possa ripetere in futuro, per tornare con piena fiducia a utilizzare l'acquedotto comunale.
- Venga fornita sollecita risposta alla cittadinanza sulla richiesta di una temporanea sospensione in via cautelativa di Garda Uno dall'incarico di gestione dell'acquedotto comunale fino alla identificazione di cause e responsabilità, considerando quanto l'accaduto abbia intaccato la credibilità del gestore stesso presso la popolazione.
La presente è stata scritta con lo scopo di convogliare il sentimento e il bisogno di chiarezza che accomuna in questo momento tutti i cittadini di San Felice e per stimolare chi di competenza ad attivarsi quanto prima per dare risposte il più possibile complete.
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La lettera integrale (PDF)
Alla fine l'iniziativa ha avuto un successo strepitoso e inaspettato, 1.044 le firme raccolte, probabilmente tra le più grandi mobilitazioni avvenute a San Felice a memoria d'uomo, con grande visibilità su media (TV e giornali) locali (es. Teletutto, Brescia Punto TV, Bresciaoggi e Giornale di Brescia), regionali (es. RAI Tg Lombardia) e nazionali (es. Corriere della Sera, Studio Aperto).
Nei giorni successivi le firme raccolte con la lettera sono partite in direzione del Sindaco di San Felice del Benaco Paolo Rosa, del Direttore Generale dell'ASL di Brescia Carmelo Scarcella, del Direttore Generale di Garda Uno Franco Richetti.
Il 2 luglio inoltre con il peso delle 1.044 firme raccolte con una delegazione di sei persone dell'Associazione abbiamo incontrato il Sindaco Paolo Rosa e l'Assessore Lorenza Baccolo per consegnargli a mano un quadernetto con le richieste e le firme ed è stata l'occasione per una sincera chiacchierata in cui abbiamo ribadito le richieste.
