Venerdì 31 Luglio 2009

Il 31 luglio 2009 l'Associazione "San Felice più felice" ha pubblicato un comunicato per fare il punto sulle reazioni al documento sottoscritto da 1.044 persone relativo alla grave epidemia che ha colpito San Felice del Benaco.

Ecco il testo integrale:

L'Associazione "San Felice più felice" intende con questa comunicazione fare il punto della situazione in relazione al documento del 22 giugno sottoscritto da 1044 
persone - in massima parte cittadini di San Felice - che si ritenevano in vario modo danneggiate dall'utilizzo dell'acqua dell'acquedotto e chiedevano chiarezza e rapidità nella risposta delle autorità allo stato di emergenza.

Le firme sono state presentate in data 2 luglio da una delegazione di soci dell'Associazione al Sindaco Paolo Rosa, il quale recepì positivamente il senso dell'iniziativa in suo appoggio e promise una Assemblea pubblica entro una quindicina di giorni, tempo necessario per avere i chiarimenti e le informazioni necessarie per dare risposta alle domande della cittadinanza.
Sempre il 2 luglio sono partite per conoscenza due raccomandate alla Direzione generale dell'Asl della provincia di Brescia e a Garda uno spa, che ad oggi non hanno fatto pervenire nessuna risposta nè commento.

Come tutti i cittadini di San Felice sanno, l'Assemblea pubblica indetta dal Sindaco si è tenuta il 28 luglio.
Vogliamo sottolineare come prima cosa che sia l'Asl che la società Garda uno, invitate all'incontro, lo hanno disertato. In particolare l'assenza della società gestore dell'acquedotto ha, se possibile, ulteriormente diminuito la sua credibilità presso la cittadinanza al punto che il sentire diffuso (e ampiamente giustificato) è che Garda uno non dia risposte perché l'inadempienza è così clamorosa che di risposte plausibili non ce ne sono; e che le sue dichiarazioni delle scorse settimane abbiano cercato di negare l'evidenza, perché ammettere inadempienze significa aprire un varco alle richieste di risarcimento danni.

Nell'Assemblea pubblica di martedì scorso il Sindaco non ha dato risposta alla domanda principale che era la terza del documento sottoscritto dai cittadini e che riformuliamo con forza oggi a oltre un mese e mezzo dall'ordinanza di divieto dell'uso dell'acqua pubblica:
il Sindaco deve fare tutto ciò che è in suo potere perché ai cittadini sia detto con chiarezza e limpidezza quali sono state le cause di ciò che è accaduto, chi ne è stato responsabile, e che cosa si è già fatto o si ritiene di fare perché ciò non accada più.

L'Associazione San Felice più felice dopo avere svolto una iniziale funzione di raccolta delle istanze e delle preoccupazioni dei cittadini vuole oggi invitare i 1044 firmatari e i cittadini tutti a sostenere l'attività del nascente Comitato per l'acqua - nel quale l'Associazione sarà rappresentata da alcuni suoi soci- nelle forme che saranno a breve proposte. Il Comitato, che in questi giorni sta dandosi una struttura e definendo i suoi scopi, avrà certamente tra i suoi principali obiettivi quelli di tenere alta l'attenzione per evitare insabbiamenti, di coordinare le azioni legali che i cittadini vorranno prendere, di agire in vario modo per il ripristino della fiducia dei cittadini nell'acqua pubblica.

Il comunicato (PDF)

 

Socio